Iperammortamento 2026: come funziona e quanto puoi recuperare sul tuo macchinario
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L'Iperammortamento 2026 è una maggiorazione del costo fiscale del 180% (fino a 2,5 milioni di euro), del 100% (fino a 10 milioni) e del 50% (fino a 20 milioni) sui beni strumentali 4.0 acquistati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La norma è contenuta nei commi 427-436 della Legge 199/2025; il decreto attuativo è stato firmato il 4 maggio 2026.
Dal primo gennaio 2026 è cambiato il quadro delle agevolazioni per chi acquista macchinari professionali in Italia. Il vecchio credito d'imposta Transizione 4.0 e 5.0 è stato sostituito da una nuova misura, l'Iperammortamento 2026, che funziona in modo diverso ma può portare a un beneficio fiscale significativo. Se la tua impresa ha sede al Sud Italia, il vantaggio è ancora maggiore grazie al cumulo con il credito ZES Unica e la Nuova Sabatini. In questa guida spieghiamo quali macchine danno diritto al beneficio, come calcolarlo passo passo e quale procedura seguire con il GSE per non perdere l'agevolazione.
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Tabella dei contenuti
L'Iperammortamento 2026 sostituisce i precedenti crediti d'imposta beni strumentali 4.0 e Transizione 5.0. La differenza principale è nel meccanismo: il vecchio credito si compensava in F24, mentre la nuova maggiorazione agisce sull'ammortamento e si traduce in meno imposte sul reddito d'impresa lungo il periodo di vita del bene. Il costo fiscalmente rilevante del macchinario viene aumentato (la "maggiorazione"), generando quote di ammortamento più alte e quindi una deduzione maggiore. Su un tornio CNC da 30.000 euro, per esempio, la maggiorazione del 180% fa diventare il costo fiscale 84.000 euro: sono 54.000 euro in più di deduzione distribuita sugli anni di ammortamento.
Possono accedere tutti i titolari di reddito d'impresa, indipendentemente da forma giuridica, settore o dimensione, con strutture produttive in Italia. Sono incluse società di capitali, società di persone, ditte individuali e professionisti che producono reddito d'impresa. Restano fuori le imprese in liquidazione volontaria, fallimento o concordato senza continuità, e quelle colpite da sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L'accesso è subordinato al rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro e al regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
L'agevolazione si applica ai beni nuovi compresi negli Allegati IV e V della Legge 199/2025, a condizione che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione. Per le macchine utensili, il discrimine è il controllo numerico.
Qualificano i torni CNC (per esempio la serie Bernardo CK con controllo Siemens 808D Advanced), le fresatrici a controllo numerico, i centri di lavoro verticali, le rettificatrici CNC e le segatrici a nastro automatiche. Un tornio CNC Bernardo CK 360 x 750 a 27.494 euro rientra nell'Allegato IV gruppo 1 lettera a. Non qualificano invece i torni paralleli con solo visualizzatore digitale DRO, i trapani a colonna e tutte le macchine manuali, a meno di un upgrade al controllo numerico.
Qualificano le piegatrici CNC, le presse piegatrici idrauliche a controllo numerico, le cesoie idrauliche motorizzate CNC, le punzonatrici a controllo numerico e i sistemi di taglio laser, plasma e waterjet. Calandre, curvatubi, bordatrici e cesoie manuali nelle versioni base non rientrano.
Qualificano i router CNC, i pantografi, le sezionatrici e bordatrici automatiche a controllo numerico, i sistemi laser per legno e le squadratrici nelle versioni CNC. Pialle a filo, seghe a nastro, troncatrici e torni per legno nelle versioni manuali non qualificano.
Per qualificare, una macchina deve possedere cinque caratteristiche obbligatorie più almeno due su tre ulteriori.
Le cinque obbligatorie: controllo tramite CNC o PLC; interconnessione ai sistemi di fabbrica con caricamento da remoto delle istruzioni; integrazione automatizzata con il sistema logistico o la rete di fornitura; interfaccia uomo-macchina semplice; rispondenza ai parametri di sicurezza più recenti.
Le tre ulteriori, di cui ne servono almeno due: telemanutenzione o controllo da remoto; monitoraggio continuo tramite sensori; integrazione con sistemi di simulazione. In pratica la macchina deve scambiare dati in modo bidirezionale con il gestionale tramite protocolli come OPC-UA o Modbus ed essere identificata univocamente sulla rete. Il requisito va mantenuto per tutto il periodo di fruizione.
I numeri cambiano molto in base a tre fattori: l'importo dell'investimento, l'aliquota fiscale dell'impresa e la regione della sede operativa. Vediamo tre scenari realistici.
Caso 1. Officina meccanica in Lombardia, tornio CNC da 30.000 euro, società di capitali. Si applica la maggiorazione del 180% sull'intero importo, perché siamo sotto i 2,5 milioni di soglia. Maggiorazione: 54.000 euro. Risparmio IRES al 24%: 12.960 euro distribuiti sul periodo di ammortamento.
Caso 2. Carpenteria metallica in Campania, piegatrice CNC da 100.000 euro, piccola impresa. Si cumula con il credito ZES Unica al 60%. Credito ZES nominale: 60.000 euro, ridotto al 60% per il riproporzionamento (stima prudenziale 2026): 36.000 euro effettivi. Base Iperammortamento al netto: 64.000 euro. Maggiorazione 180%: 115.200 euro. Risparmio IRES 24%: 27.648 euro. Recupero totale stimato: circa 64.000 euro su 100.000 investiti, oltre il 60% del costo.
Caso 3. Falegnameria in Puglia, router CNC da 50.000 euro, piccola impresa, con Sabatini 4.0. Credito ZES 60% ridotto al 60%: 18.000 euro. Contributo Sabatini 4.0 (~10%): 5.000 euro. Base Iperammortamento al netto: 27.000 euro. Maggiorazione 180%: 48.600 euro. Risparmio IRES 24%: 11.664 euro. Recupero totale: circa 35.000 euro su 50.000, intorno al 70%.
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Le imprese con sede in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna possono cumulare il credito d'imposta ZES Unica con l'Iperammortamento. L'aliquota dipende dalla regione e dalla dimensione: in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia una piccola impresa arriva al 60%, una media al 50%, una grande al 40%. In Basilicata, Molise e Sardegna le aliquote sono 50%, 40% e 30%. In Abruzzo 35%, 25% e 15%. La regola di cumulo, prevista dal comma 431, impone di calcolare la base dell'Iperammortamento al netto del credito ZES ricevuto sulle stesse spese. La comunicazione ZES si trasmette all'Agenzia delle Entrate; per il 2026 la finestra è dal 31 marzo al 30 maggio, con codice tributo 7034 nel modello F24. Il credito viene riproporzionato in base alle domande totali: nel 2025 il coefficiente effettivo è stato del 60,38%, quello 2026 sarà noto dopo luglio 2026.
La Nuova Sabatini è un contributo in conto interessi per le PMI italiane che acquistano beni strumentali tramite finanziamento o leasing a cinque anni. Per i beni 4.0 e green il contributo effettivo è intorno al 10% dell'investimento; per le micro e piccole imprese del Mezzogiorno sale fino a circa il 15%. È pienamente cumulabile con Iperammortamento e ZES Unica. Le domande si presentano tramite banca convenzionata. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il 2026 e 2027.
L'accesso al beneficio passa esclusivamente dalla piattaforma del GSE, l'ente che gestisce la misura per conto del Ministero. Si accede all'Area Clienti con SPID o CIE. La sequenza prevede cinque comunicazioni obbligatorie.
La comunicazione preventiva va trasmessa prima dell'ordine di acquisto: indichi impresa, struttura produttiva e investimenti previsti. Il GSE risponde entro 10 giorni. La comunicazione di conferma si invia entro 60 giorni dall'esito positivo, dopo aver versato un acconto pari al 20% del costo. La comunicazione di completamento si invia entro il 15 novembre 2028 e attesta la perizia tecnica e la certificazione contabile. A regime servono inoltre due comunicazioni annuali di monitoraggio: una entro il 20 gennaio sugli investimenti effettuati, l'altra entro il 30 giugno con il piano di ammortamento.
Tre documenti principali servono per accedere e mantenere il beneficio. La perizia tecnica asseverata, redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, attesta le caratteristiche tecniche del bene e l'interconnessione effettiva: con il decreto attuativo è obbligatoria per qualsiasi importo. La certificazione contabile di un revisore legale attesta l'effettivo sostenimento delle spese. La fattura deve riportare la dicitura «Bene agevolabile ai sensi dell'art. 1, comma 427, L. 199/2025».
Gli errori più ricorrenti che fanno decadere l'agevolazione sono quattro: ordinare il bene prima di aver inviato la comunicazione preventiva al GSE, perdere l'interconnessione 4.0 dopo l'acquisto, mancare la finestra di prenotazione del credito ZES (per il 2026 chiude il 30 maggio), non conservare le fatture con la dicitura corretta e i log telematici della macchina, necessari per i controlli successivi. La perdita dei requisiti durante il periodo di fruizione comporta il recupero delle somme già dedotte, con interessi.
In Krollit lavoriamo da diciannove anni con officine meccaniche, falegnamerie e carpenterie metalliche in tutta Italia. Con l'Iperammortamento 2026 stiamo ricevendo richieste quotidiane da chi vuole valutare un investimento, soprattutto dal Mezzogiorno dove il cumulo con la ZES Unica fa una differenza importante. Per questo abbiamo costruito un calcolatore online che verifica in tre passaggi l'idoneità della macchina e stima il recupero combinato. Identifichiamo i beni del nostro catalogo compresi negli Allegati IV e V, prepariamo la documentazione tecnica di interconnessione e accompagniamo i clienti nelle comunicazioni al GSE. Distribuiamo dieci marchi internazionali fra cui Bernardo Maschinen, Laguna Tools, Güde, Flott e Record Power.
Calcola il tuo recupero in tre passaggi
Il calcolatore include tutte le macchine Krollit idonee, l'aliquota ZES della tua regione e l'eventuale contributo Sabatini.
Si applica agli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il termine ultimo per la comunicazione di completamento al GSE è il 15 novembre 2028.
Sì. La maggiorazione genera quote deducibili che concorrono a formare o aumentare la perdita fiscale, riportabile negli esercizi successivi nei limiti di legge.
Sì. Il DL 38/2026 ha soppresso il vincolo Made in UE con effetto retroattivo al 1° gennaio 2026 per i beni degli Allegati IV e V. Il vincolo resta solo per i moduli fotovoltaici.
Sì. Per il leasing l'obbligo dell'acconto del 20% si considera soddisfatto con la stipula del contratto e l'ordine del concedente al fornitore.
No. La maggiorazione rileva solo ai fini delle imposte sui redditi, IRES o IRPEF.
La cessione anticipata fa decadere il beneficio, salvo sostituzione con un bene di caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori che mantenga l'interconnessione.
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